Ricerca

Catena Fiorello conquista il Liceo Empedocle

Catena Fiorello conquista il Liceo Empedocle

Un uragano di simpatia e calore ha travolto il liceo Empedocle. In occasione della presentazione del suo nuovo romanzo “Ciatuzzu”, la nostra scuola ha incontrato la grande autrice Catena Fiorello. Catena ha raccontato dell’importanza delle sue radici e di quanto la Sicilia sia presente in tutto quello che fa. Parlando dei suoi romanzi, l’autrice ha riflettuto sul legame profondo tra la scrittura e il vissuto personale. Quando le abbiamo chiesto quanto ci sia di lei nei suoi personaggi, non ha avuto dubbi nel citare due figure apparentemente opposte, ma entrambe fortemente legate alla sua esperienza: Lucia di “Picciridda” e la nonna Maria. La prima è descritta come una ragazza dolce, gentile e remissiva, mentre la nonna incarna un carattere più rigido, intransigente e spesso ostile. Due poli che, secondo l’autrice, convivono dentro ognuno di noi. “Mi rappresentano entrambe”, ha affermato , sottolineando come sia la vita, con le sue prove e i suoi stravolgimenti, a svelare parti di noi che spesso ignoriamo. “Pensiamo di essere una certa persona, poi la realtà ci mette alla prova e scopriamo lati che non immaginiamo di avere”. Alla domanda: “Da dove nasce la sua esigenza di scrivere?” la risposta è stata immediata, quasi viscerale: “Penso di averla da sempre”, ha detto con un sorriso. Fin da giovanissima, la scrittura è per Catena una presenza costante, anche se, come lei stessa racconta, per molto tempo non si è tradotta in qualcosa di concreto. Scrive, accumula pensieri, racconti, suggestioni. Conserva tutto: “Anche i testi che scrivevo a 14 anni, quando ero un po’ fissata con Alberto Moravia.”. Eppure, come spesso accade, tra il desiderio di scrivere e la pubblicazione il passo non è breve, né semplice. “Il passaggio è arduo –ha ammesso – anche perché una casa editrice valuta tanti aspetti, non solo la qualità del testo, ma anche se può vendere, se vale la pena pubblicarlo.” Il sogno della scrittura, dunque, richiede tempo, pazienza e perseveranza. Ma ciò che emerge con forza dal suo racconto è che per Catena Fiorello scrivere non è mai solo un’opzione: è una necessità, una vocazione tenace. Moravia non è il suo unico punto di riferimento, c’è anche un suo conterraneo a ispirarla, Giovanni Verga; i “Malavoglia” per lei non rappresentano soltanto un modello letterario, ma una perfetta rappresentazione di vita vera. Il talento e l’allegria della Fiorello hanno conquistato l’Empedocle: attendiamo con ansia il suo prossimo romanzo!

 

CHIARA CONTINO IID
GIUSEPPE VOLPE IIA
CARLA PITRONE IIC