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La nave più bella del mondo incanta la capitale della cultura

La nave più bella del mondo incanta la capitale della cultura

Correva l’anno 1962 quando, in una notte limpida nel cuore del Mediterraneo, la portaerei americana USS Independence, incrociando una nave a vele spiegate, chiese alla sconosciuta di identificarsi attraverso segnali luminosi. La risposta fu netta, carica di orgoglio: “Nave Scuola Amerigo Vespucci – Marina Militare Italiana”. Un attimo di silenzio, poi la frase che avrebbe fatto il giro del mondo: “You are the most beautiful ship in the world” – siete la nave più bella del mondo.

Se da piccini fantasticavamo sul diventare Jack Sparrow per affrontare tempeste e nemici sulla magnifica Perla Nera, oggi potremmo dire di aver realizzato il nostro sogno. Senza aspettarci assalti da nemici o virate di vela in preda a un mare in tempesta, noi ragazzi dell’Empedocle abbiamo avuto la possibilità di ammirare e vivere la bellezza dal valore inestimabile della Nave più bella del mondo.

Alta, elegante, silenziosa e solenne, sembrava quasi sospesa tra cielo e acqua. I suoi tre alberi svettano come colonne contro l’azzurro del cielo, le vele avvolte con cura, i dettagli dorati brillano sotto lo splendido sole che illumina la nostra amata Sicilia. È impossibile non sentirsi piccoli davanti a tanta grandezza.

Saluta così il veliero la capitale della cultura 2025, offrendo ai siciliani la possibilità di restare affascinati non solo osservandola dal porto, ma vivendola dall’interno. A bordo, ogni dettaglio racconta qualcosa. Camminare sul ponte significa sfiorare con i propri occhi e le proprie mani un secolo di storia. È come entrare in una macchina del tempo che, invece di fermarsi, continua a solcare i mari.

 

Simbolo di questa eccellenza è il motto inciso sulla poppa della nave: “Non chi comincia, ma quel che persevera.” Una frase che racchiude l’essenza stessa dell’imbarcazione e del suo equipaggio: non basta iniziare un viaggio o un’impresa, ciò che conta davvero è la determinazione nel portarla a termine con impegno e dedizione. Ed è proprio questo spirito che anima gli allievi ufficiali della Marina Militare, arruolati a bordo durante le campagne addestrative. Per loro la Vespucci è una vera e propria scuola di vita: tra manovre veliche, lezioni di navigazione e turni di guardia, imparano la disciplina, la collaborazione e la responsabilità. Si formano come marinai e come uomini e donne pronti a servire il loro Paese. E lo fanno navigando per tutto il mondo, toccando porti lontani e incontrando culture diverse.

La Vespucci non ha bisogno di presentazioni: dove arriva, il suo nome la precede. È un’emozione difficile da spiegare, una sorta di orgoglio misto a meraviglia. Quando siamo scesi dal ponte e ci siamo voltati per guardarla un’ultima volta, il pensiero è stato immediato: quella frase, detta nel buio di una notte in mezzo al mare, non era un’esagerazione. Era semplicemente la verità.

Beatrice Maria Impiduglia II F

Carmen Silvestra Morreale II F