Si è conclusa con entusiasmo la mattinata dedicata alla celebrazione del Dantedì presso il Liceo Classico e Musicale “Empedocle”. L’evento, svoltosi il 27 marzo nell’Aula Magna della sede centrale, ha trasformato la scuola in un vero e proprio cenacolo di studi danteschi, dimostrando come la parola del Sommo Poeta sia capace, ancora oggi, di catalizzare l’attenzione e la passione delle nuove generazioni.
Il cuore pulsante della giornata è stato il dialogo serrato tra gli studenti e il Prof. Giuseppe Patota, Ordinario di Storia della lingua italiana presso l’Università di Siena. Non si è trattato di una lezione frontale, ma di un incontro orizzontale: il titolo “A tu per tu con la Commedia” ha trovato piena realizzazione nelle numerose domande poste dagli alunni, i quali hanno interrogato il docente non solo sugli aspetti filologici e linguistici del testo, ma anche sulla modernità dei messaggi etici e civili di Dante.
La partecipazione degli alunni è stata straordinaria: l’Aula Magna ha visto la presenza di numerose classi che, con estrema compostezza e vivo interesse, hanno animato il dibattito, dando prova di una preparazione critica che fa onore alla tradizione del Liceo Empedocle.
Il successo dell’iniziativa è frutto di una sinergia che ha coinvolto tutte le componenti dell’istituto. Fondamentale è stata l’introduzione del Dirigente Scolastico, la Prof.ssa Marika Helga Gatto, che ha sottolineato l’importanza di Dante come “padre” non solo della lingua, ma di una coscienza nazionale basata sulla bellezza e sulla conoscenza.
La fluidità del dibattito è stata garantita dalla sapiente moderazione del Prof. Gaetano Di Giacomo e della Prof.ssa Anna Maria Di Nolfo, i quali hanno saputo raccordare le riflessioni accademiche del Prof. Patota con le curiosità e gli interventi degli studenti, creando un ponte ideale tra l’università e la scuola secondaria.
Il Prof. Patota, con la sua nota capacità comunicativa, ha affascinato l’uditorio svelando i “segreti” della costruzione della nostra lingua. Come ricordato durante l’incontro, riscoprire Dante significa riscoprire noi stessi. In un momento storico dominato dalla velocità e dalla frammentazione dei messaggi, fermarsi a riflettere sulla “parola scolpita” dantesca rappresenta un atto di resistenza culturale.
L’evento si è concluso tra gli applausi, con la consapevolezza che il Dantedì 2026 all’Empedocle non è stato solo una ricorrenza da calendario, ma un momento di autentica crescita umana e intellettuale per tutti i partecipanti.
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