La scomparsa di Alessandro Finazzi Agrò, illustre medico e già Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata” dal 1996 al 2008, segna la perdita di una figura poliedrica, capace di coniugare il rigore della scienza medica con una profonda sensibilità umanistica. La sua eredità non risiede solo nelle pubblicazioni, ma in una visione dell’università come comunità di cura e di memoria. Alessandro Finazzi Agrò ha incarnato l’ideale del “medico filosofo”. Sotto la sua guida, Tor Vergata ha vissuto una stagione di straordinaria espansione, diventando un polo di eccellenza internazionale senza mai perdere il contatto con il territorio e la dimensione umana dello studente.
Uno degli aspetti più significativi del lascito di Alessandro Finazzi Agrò è l’istituzione del Premio in memoria del padre, Giovanni Finazzi Agrò, giurista e figura di altissimo profilo. Questo riconoscimento non è solo un atto di pietas filiale, ma un progetto pedagogico nato dalla stretta collaborazione con il Liceo Classico “Empedocle” di Agrigento, l’istituto dove il padre si formò e che rappresenta ancora oggi un presidio di cultura umanistica nel cuore della Sicilia. L’assegnazione del premio presso l’Empedocle sottolinea una visione precisa: l’eccellenza scientifica non può prescindere dalle fondamenta classiche. In questa collaborazione si legge l’omaggio di Alessandro Finazzi Agrò a una “sicilianità” intesa come rigore intellettuale e passione civile.
Il valore del premio per il Liceo Empedocle consiste nella valorizzazione del Merito: Premiare i migliori studenti del liceo significa investire nel capitale umano di un territorio storicamente complesso, offrendo ai giovani una prospettiva di crescita e riscatto. Il premio crea un filo diretto tra la formazione liceale e l’alta accademia, dimostrando che la “buona scuola” è il presupposto indispensabile per ogni carriera.
Alessandro Finazzi Agrò ha voluto che il nome del padre restasse legato indissolubilmente ai luoghi della sua giovinezza, celebrando quel liceo che è stato fucina di menti brillanti e coscienze critiche. La scomparsa di Alessandro Finazzi Agrò ci lascia la testimonianza di un uomo che ha saputo restare fedele alle proprie origini. La sua impostazione solidaristica e inclusiva trovava nel premio all’Empedocle la sua massima espressione: un gesto volto a rimettere in circolo il sapere, sostenendo chi, partendo dagli stessi banchi del padre, si affaccia oggi alle sfide della modernità.
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