A vent’anni dalla scomparsa di Mons. Domenico De Gregorio (2006-2026), la comunità ecclesiale e culturale di Agrigento si ritrova per tributare un doveroso omaggio a una delle figure più poliedriche e significative del panorama intellettuale locale. L’appuntamento, intitolato “Mons. Domenico De Gregorio, narratore e poeta dell’umano. XX Anniversario”, si terrà martedì 26 maggio alle ore 17:30 nella storica e suggestiva cornice della Biblioteca Lucchesiana (Via Duomo, Agrigento).
Il programma e i relatori
Il convegno, dopo i consueti saluti delle autorità presenti, si svilupperà attraverso quattro relazioni di alto profilo, affidate a esponenti del mondo della scuola, del giornalismo e della teologia, con l’obiettivo di sviscerare i diversi aspetti dell’opera e del pensiero di Mons. De Gregorio.
Le relazioni principali:
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Un approccio ai poeti dell’umano del Novecento A cura di Marika Helga Gatto, Preside del Liceo Classico “Empedocle” di Agrigento. L’intervento indagherà i punti di contatto tra la sensibilità di De Gregorio e le grandi correnti poetiche del secolo scorso.
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Domenico De Gregorio, narratore e poeta A cura di Vito Lo Scrudato, Preside emerito del Liceo “Umberto I” di Palermo, scrittore e giornalista, che offrirà una panoramica sulla produzione letteraria e sulla cifra stilistica dell’autore.
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Domenico De Gregorio e la ragione del cuore umano A cura di Giovanni Todaro, Docente di filosofia presso lo Studio Teologico San Gregorio Agrigentino, incentrato sulla dimensione filosofica ed esistenziale della sua opera.
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Domenico De Gregorio, narratore pacifico di conflitti storici A cura di Vincenzo Lombino, della Facoltà Teologica di Sicilia di Palermo, che analizzerà la capacità di Mons. De Gregorio di rileggere la storia e i suoi nodi conflittuali attraverso la lente della pacificazione e della comprensione profonda.
A coordinare i lavori e guidare il dibattito sarà Don Angelo Chillura, Direttore della Biblioteca Lucchesiana, istituzione che custodisce la memoria storica del territorio e che per l’occasione si conferma centro nevralgico della vita culturale agrigentina.

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