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“Il coraggio di essere gentili”: il Liceo Empedocle partecipa a SAFE

Anno scolastico 2026/2027

Il Liceo Empedocle partecipa a SAFE con “Il coraggio di essere gentili”, progetto su bullismo, cyberbullismo e cittadinanza digitale responsabile.

Presentazione

Data

dal 8 Settembre 2026 al 30 Maggio 2027

Descrizione del progetto

Dalla gentilezza reale alla responsabilità digitale: costruire relazioni sicure nell’era dell’intelligenza artificiale

Concorso nazionale SAFE – Scuole Azzurro Futuro & Educazione

Fondazione SOS Il Telefono Azzurro ETS – Anno scolastico 2026/2027

1. Motivazione e significato della proposta

La proposta “Il coraggio di essere gentili” nasce dalla consapevolezza che la tutela del benessere dei bambini e degli adolescenti richieda oggi una particolare attenzione alla qualità delle relazioni umane, sia negli ambienti fisici sia negli spazi digitali. Le nuove tecnologie, i social network e gli strumenti di intelligenza artificiale offrono importanti opportunità di apprendimento, comunicazione e creatività, ma pongono anche interrogativi sulla sicurezza, sulla dignità della persona, sull’autenticità delle relazioni e sulla responsabilità individuale.

In questo scenario, il bullismo e il cyberbullismo non possono essere affrontati soltanto attraverso il divieto dei comportamenti aggressivi, ma richiedono un percorso educativo capace di sviluppare consapevolezza, empatia, spirito critico e capacità di chiedere aiuto. Le parole offensive, l’esclusione dal gruppo, la diffusione di contenuti umilianti e l’uso improprio delle immagini possono provocare sofferenze profonde, amplificate dalla rapidità e dalla diffusione dei mezzi digitali. Con l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, inoltre, la creazione di immagini, video e contenuti manipolati rende ancora più urgente educare i giovani a riconoscere i rischi della rete e a comprendere le implicazioni etiche delle proprie azioni.

Il titolo “Il coraggio di essere gentili” propone una risposta educativa a queste sfide. La gentilezza viene intesa non come semplice buona educazione, ma come scelta consapevole di rispetto, responsabilità e solidarietà. Essere gentili significa riconoscere nell’altro una persona con diritti, emozioni e fragilità, evitando che la diversità diventi motivo di discriminazione e che la tecnologia si trasformi in uno strumento di prevaricazione.

La proposta intende porre al centro la voce degli studenti, invitandoli a interrogarsi sul significato dell’amicizia, dell’ascolto e dell’empatia in un mondo nel quale una parte crescente delle relazioni si sviluppa attraverso dispositivi digitali. Un assistente artificiale può simulare una conversazione empatica, generare parole rassicuranti e fornire risposte apparentemente comprensive; tuttavia, è fondamentale che i ragazzi imparino a distinguere queste capacità dalla complessità delle relazioni umane, fondate sulla reciprocità, sulla responsabilità e sulla concreta attenzione all’altro.

L’intelligenza artificiale non deve essere considerata soltanto una fonte di rischi, ma anche un’opportunità per riflettere sul valore dell’intelligenza emotiva, della creatività e del pensiero critico. La sfida educativa consiste nell’imparare a utilizzare le nuove tecnologie in modo consapevole, senza rinunciare alla propria autonomia di giudizio e senza dimenticare che dietro ogni profilo digitale, ogni fotografia e ogni messaggio può esserci una persona che merita rispetto.

Particolare attenzione viene riservata alla tutela dell’identità e dell’immagine personale. La manipolazione delle fotografie, la creazione di contenuti falsi, la diffusione non autorizzata di immagini e l’impiego dell’intelligenza artificiale per umiliare o ricattare qualcuno costituiscono comportamenti che possono compromettere la dignità e la sicurezza dei minori. Educare alla gentilezza significa anche comprendere che non tutto ciò che è tecnicamente possibile è eticamente accettabile e che il consenso, la privacy e il rispetto della persona devono precedere qualsiasi condivisione.

Un altro elemento centrale della proposta è il superamento del silenzio. Chi subisce bullismo o cyberbullismo può provare paura, vergogna o senso di colpa; chi assiste può temere di diventare a sua volta una vittima o di essere escluso dal gruppo. Per questo è necessario promuovere una cultura della richiesta di aiuto, nella quale rivolgersi a un docente, a un genitore o a un altro adulto di fiducia sia riconosciuto come un comportamento responsabile. La scuola, in collaborazione con le famiglie e con i servizi di supporto qualificati, deve rappresentare una comunità capace di ascoltare, proteggere e intervenire.

Il significato più profondo della proposta risiede quindi nell’idea che la sicurezza digitale non dipenda esclusivamente dagli strumenti tecnologici o dalle regole, ma anche dalla qualità delle scelte umane. Un ambiente digitale più sicuro si costruisce quando gli utenti imparano a riconoscere le conseguenze delle proprie azioni, a verificare le informazioni, a rispettare la riservatezza altrui, a non condividere contenuti lesivi e a intervenire responsabilmente di fronte a situazioni di disagio.

La gentilezza diventa così un principio concreto di cittadinanza digitale: un modo di comunicare, scegliere e agire che mette al centro la dignità della persona e contribuisce alla costruzione di una comunità più consapevole, inclusiva e solidale.

2. Finalità educative

La proposta si prefigge di contribuire alla formazione di studenti capaci di utilizzare le tecnologie digitali con consapevolezza e senso critico, riconoscendo le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e, al tempo stesso, i rischi che possono derivare da un impiego irresponsabile.

In particolare, intende:

promuovere la cultura del rispetto, dell’empatia e dell’inclusione come strumenti di prevenzione del bullismo e del cyberbullismo;

sviluppare la capacità di distinguere un conflitto tra pari da una situazione di prevaricazione ripetuta o di violenza digitale;

sensibilizzare gli studenti sulla tutela dell’immagine, della privacy e dell’identità personale, con particolare riferimento ai contenuti manipolati attraverso l’intelligenza artificiale;

favorire una comprensione critica delle possibilità e dei limiti dell’intelligenza artificiale, distinguendo la simulazione di emozioni dalla relazione umana autentica;

educare alla responsabilità nella produzione, nell’utilizzo e nella condivisione di contenuti digitali;

rafforzare la capacità di riconoscere situazioni di disagio e di rivolgersi tempestivamente ad adulti di fiducia e servizi competenti;

promuovere il protagonismo degli studenti nella progettazione di messaggi e iniziative capaci di diffondere buone pratiche di cittadinanza digitale.

3. Obiettivi educativi concreti e risultati attesi

Al termine del percorso, gli studenti saranno guidati a:

Riconoscere e prevenire il bullismo e il cyberbullismo. Individuare comportamenti offensivi, discriminatori e intimidatori, anche quando si manifestano attraverso chat, social network, immagini o altri strumenti digitali, comprendendone le possibili conseguenze psicologiche e relazionali.

Adottare comportamenti digitali responsabili. Evitare di condividere messaggi, fotografie o video lesivi della dignità altrui; rispettare la privacy; verificare l’attendibilità dei contenuti e riflettere prima di pubblicare o inoltrare un messaggio.

Sviluppare competenze di alfabetizzazione all’intelligenza artificiale. Comprendere che i contenuti generati dall’IA possono essere inesatti, manipolati o fuorvianti; riconoscere i rischi connessi ai deepfake e all’uso improprio delle immagini; valutare criticamente le informazioni prodotte dagli strumenti generativi.

Distinguere tra simulazione tecnologica ed empatia umana. Riflettere sul valore dell’ascolto, della reciprocità e della presenza nelle relazioni, comprendendo che una risposta automatizzata non sostituisce necessariamente il sostegno di una persona fidata.

Sviluppare il coraggio di intervenire. Imparare a non alimentare le prepotenze, a non sostenere il gruppo che discrimina e a scegliere modalità sicure per aiutare chi è in difficoltà, segnalando gli episodi agli adulti competenti.

Conoscere le possibilità di richiesta di aiuto. Identificare le figure di riferimento presenti nella scuola e nella famiglia e conoscere i servizi qualificati ai quali rivolgersi in caso di bullismo, cyberbullismo o altri rischi online.

Trasformare la gentilezza in un comportamento osservabile. Applicare nella vita scolastica e digitale pratiche di comunicazione rispettosa, inclusione, collaborazione e solidarietà, riconoscendo il proprio ruolo nella costruzione di un ambiente sicuro.

I risultati attesi riguardano una maggiore consapevolezza dei rischi digitali, una migliore capacità di valutare le conseguenze dei propri comportamenti, una più attenta tutela della dignità altrui e una crescente disponibilità a chiedere aiuto e a sostenere responsabilmente chi subisce prevaricazioni.

4. Proposta di realizzazione dell’opera digitale

In coerenza con il bando SAFE, la proposta può concretizzarsi nella realizzazione di un prodotto digitale creativo e multimediale, capace di dare voce alle riflessioni, alle esperienze e alle idee degli studenti.

L’opera potrebbe assumere la forma di un breve video narrativo, accompagnato da slogan, brevi testimonianze, immagini originali e messaggi di sensibilizzazione. Attraverso situazioni realistiche o immaginate, gli studenti potrebbero rappresentare il contrasto tra due modi di vivere le relazioni: da una parte, l’indifferenza, l’esclusione e l’utilizzo irresponsabile delle tecnologie; dall’altra, l’ascolto, il rispetto e il coraggio di intervenire.

Il racconto potrebbe svilupparsi attorno a situazioni quali un messaggio offensivo condiviso in una chat, un’immagine manipolata senza consenso, l’esclusione digitale di un compagno o la difficoltà di chiedere aiuto. A ogni situazione problematica potrebbe corrispondere una possibile scelta responsabile, mostrando come il comportamento di un singolo possa contribuire a interrompere la catena della prevaricazione.

L’intelligenza artificiale potrebbe essere oggetto di riflessione critica e, ove opportuno, uno strumento creativo per elaborare idee, testi o elementi grafici, con supervisione educativa e verifica dei contenuti. Il suo utilizzo dovrebbe rispettare la privacy, la proprietà intellettuale e i diritti delle persone rappresentate, evitando la creazione o la diffusione di immagini riconducibili a minori senza le necessarie autorizzazioni.

Il prodotto finale dovrebbe esprimere la visione degli studenti, non limitarsi a una descrizione dei pericoli della rete. La loro creatività potrebbe offrire una risposta positiva alla domanda centrale del progetto: come possiamo utilizzare la tecnologia senza perdere la capacità di rispettare, comprendere e proteggere gli altri?

Il messaggio conclusivo potrebbe essere affidato a una sequenza di parole e immagini che associ la gentilezza alla responsabilità digitale, sottolineando che la sicurezza online si costruisce attraverso scelte consapevoli e relazioni fondate sul rispetto.

5. Metodologia e coinvolgimento della comunità scolastica

Il percorso si fonda sulla partecipazione attiva degli studenti, sul confronto dialogico e sull’apprendimento attraverso la produzione creativa. La classe o il gruppo di lavoro potrà partire da una riflessione guidata sulle esperienze digitali dei giovani, raccogliendo domande, dubbi e proposte in forma rispettosa e senza richiedere la condivisione pubblica di esperienze personali dolorose.

Successivamente, gli studenti potranno individuare i messaggi fondamentali dell’opera, elaborare brevi sceneggiature, creare contenuti originali e confrontarsi sulle implicazioni etiche delle scelte rappresentate. Il lavoro favorirà la collaborazione, la capacità di argomentare le proprie idee, il rispetto dei diversi punti di vista e la responsabilità condivisa nella realizzazione del prodotto.

Il percorso potrà inoltre coinvolgere docenti e famiglie attraverso la diffusione dell’opera e la promozione di un dialogo intergenerazionale sull’uso delle tecnologie, sulla gestione delle relazioni online e sulla richiesta di aiuto. In questo modo, la riflessione degli studenti potrà diventare occasione di sensibilizzazione per l’intera comunità scolastica.

La valutazione del percorso potrà basarsi su indicatori osservabili, quali la capacità di riconoscere comportamenti digitali rischiosi, la qualità delle soluzioni proposte, la correttezza delle scelte comunicative, il rispetto dei diritti altrui e la partecipazione responsabile alle attività. L’opera finale costituirà inoltre una testimonianza della capacità degli studenti di trasformare la riflessione in un messaggio educativo rivolto ai coetanei e agli adulti.

6. Conclusione

“Il coraggio di essere gentili” vuole affermare che il futuro digitale non può essere considerato sicuro soltanto perché dispone di tecnologie sempre più avanzate. È necessario che al progresso tecnologico corrispondano una crescita della consapevolezza, una maggiore responsabilità individuale e una cultura capace di tutelare la dignità e il benessere dei più giovani.

L’intelligenza artificiale può diventare un’occasione per sviluppare creatività, conoscenza e nuove forme di collaborazione, purché il suo utilizzo sia accompagnato da spirito critico, attenzione ai diritti e rispetto delle persone. La vera innovazione non consiste soltanto nel creare strumenti più potenti, ma nell’imparare a utilizzarli per migliorare la qualità della vita e delle relazioni.

Il progetto invita gli studenti a riconoscere che ogni scelta digitale ha una dimensione umana: dietro un profilo c’è una persona, dietro un’immagine può esserci una storia, dietro un silenzio può nascondersi una richiesta di aiuto. Per questo, la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo deve partire dalla capacità di ascoltare, comprendere e agire responsabilmente.

La scuola, insieme alle famiglie e alle istituzioni impegnate nella tutela dei minori, può contribuire a costruire una comunità in cui la tecnologia sia uno strumento di crescita e non di esclusione, in cui le differenze siano rispettate e in cui nessuno sia lasciato solo di fronte alla violenza o al disagio.

Il coraggio di essere gentili significa scegliere il rispetto anche quando sarebbe più facile adeguarsi al gruppo, proteggere la dignità altrui anche dietro uno schermo e chiedere aiuto quando il silenzio rischia di diventare complicità.

IL CORAGGIO DI ESSERE GENTILI

Obiettivi

  • - Promuovere rispetto, empatia, inclusione e gentilezza come strumenti di prevenzione del bullismo e del cyberbullismo.
  • - Aiutare gli studenti a riconoscere comportamenti offensivi, discriminatori e di prevaricazione, anche negli ambienti digitali.
  • - Educare a un uso consapevole, responsabile e sicuro delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale.
  • - Sensibilizzare alla tutela della privacy, dell’identità e dell’immagine personale, con particolare attenzione ai deepfake e ai contenuti manipolati.
  • - Sviluppare pensiero critico e alfabetizzazione all’IA, imparando a distinguere contenuti affidabili da informazioni false o fuorvianti.
  • - Rafforzare la capacità di chiedere aiuto e intervenire responsabilmente quando si assiste a episodi di bullismo o cyberbullismo.
  • - Promuovere una cittadinanza digitale responsabile, basata sul rispetto della dignità altrui, sulla collaborazione e sulla solidarietà.
  • - Valorizzare il protagonismo degli studenti, coinvolgendoli nella creazione di messaggi e prodotti digitali capaci di diffondere buone pratiche.

In collaborazione con

Telefono Azzurro